sabato 31 dicembre 2011

In fine d'anno

C'è chi dice che si debba fare un bilancio dell'anno passato, capire in cosa si abbia fatto bene e in cosa si abbia sbagliato. A me piace ricordare il bello e il brutto con eguale intensità e un filo di nostalgia, ma con l'ebbrezza forte di un nuovo traguardo raggiunto. Del futuro in fondo è inutile preoccuparsi e forse anche lievemente insano, soprattutto quando si voglia avere la pretesa di conoscere in anticipo come le cose possano evolvere.
Salutiamo dunque l'anno passato e ricordiamocelo. Questo è per me lo spirito migliore per giorni come questo.
Il valico all'anno prossimo venturo sarà più dolce.
Enrico

venerdì 30 dicembre 2011

giovedì 29 dicembre 2011

Nerds attack!

Fa veramente piacere leggere una recensione che non abbia riferimenti ad altre band, al di là delle parole positive che ci offrono indiscutibilmente tocchi di soddisfazione: ad honorem dell'unicità dell'individuo e, a maggior ragione, di un gruppo di individui, che non sono nient'altro se non ciò che fanno come riflesso non condizionato di quello che sono. Gli en roco.
Enrico
http://www.nerdsattack.net/?p=31117

domenica 25 dicembre 2011

stamane

In pieno clima natalizio stamattina ascoltavo
"E' Natale il 24 non riesco più a contare, la vita va così"
Enrico

venerdì 23 dicembre 2011

Prima di volare via - backstage raffazzonato

Come annunciato, finalmente il vecchio video degli en roco!


Anno 2004, piscine di Albaro ridotte a discarica non autorizzata. Noi un bel po' più giovani. Non c'era O'robi. C'erano ancora il Ragazzetto e Cecilia.
Finalmente siamo riusciti a proporlo con 7 anni di ritardo.

Pomeriggi densi.
Meraviglia nel rivederci.

Il ricordo del filmato con la gara di tuffi che dovevamo proiettare alle nostre spalle, mentre si suonava dentro la piscina olimpionica. La disgrazia della delicatissima bobina con i filmati scioltasi per il caldo.
Foto D. Pambianchi

E, a ritroso, il viaggio con Francesco Cassi per recuperare a Milano un proiettore degli anni 50/60 che supportasse quel nastro.

Ancora più indietro i primi tentativi di realizzare un video sul freddo con tanto di pelle d'oca e fumo dalla bocca, nelle cantine del Castello di Rocca Grimalda. Di questo nel video rimane solo una bocca cantante. Ma anche questa fotografia di noi in High formation da football americano o, meglio ancora, alla Queen nel video di Bohemian Rapsody....
Poco ai posteri, molto nei nostri ricordi di gelo assoluto.



martedì 20 dicembre 2011

Disco del giorno su rockit.it

Nuove parole. Lusinghiere e piacevoli quindi da leggere. Disco del giorno su rock it fa piacere anche se dura "l'éspace d'un matin, comme la rose"
Un occhio alla chiusa. Mi fa particolarmente piacere.
http://www.rockit.it/recensione/18152/enroco-ne-uomini-ne-ragazzi
A presto
Enrico

venerdì 16 dicembre 2011

Giallo e buio

Atmosfera indubbiamente inusuale oggi a Genova, c'è un vento tremendo e una luce giallastra buia da fine del mondo incombente.
Sarà che con questa poca luce è più difficile vedere chiaramente le cose, ma il sonno rapisce le membra senza far lo stesso con il cervello e tutto sembra rarefatto nonostante il moto convulso degli alberi senza quasi più foglie.
E' questa la fine dell'autunno e grazie! Aiuta a comprendere il fatto che fra pochi giorni è Natale.

Il desiderio del vento di farci cambiare aria spinge forte, in assonanza con le fresche liriche di Vittorio Cane che ieri, in atmosfera confidenziale, ho avuto il piacere di ascoltare qui a Genova al Ca du Dria.
Il suo forte è che dice molto di più di tanti altri, ma usando assai meno parole.

In tema di cambiare aria, annunciamo che presto sarà visibile sul web un piccolo cimelio: il video mai visto di "Prima di volare via" con regia di Francesco Cassi. Ci era rimasto soltanto un vecchio vhs. Grazie a Teresa Rocco abbiamo riconvertito il tutto in formato digitale.

Presto sarà on-line.

martedì 13 dicembre 2011

Giovedì sera una nostra delegazione è andata al concerto dei dEUS ai magazzini generali a Milano. Bella serata, a coronamento di una bellissima giornata trascorsa con amici in giro per una città che ad occhio genovese, complice il Natale in avvicinamento,  appare come un formicaio. Solo più affollata.
Alla sera concerto piacevole. A tratti molto bello. Aprono ai dEUS gli SX, trio di non so dove, capitanato da una ragazzina bionda estremamente  carina ma dalla "mossa" un po' troppo evidente. Al suo fianco un tipo coi capelli lunghi che sembrava la versione francese di Francesco negli Anni 80.
Prima del concerto esaudisco un mio desiderio post adolescenziale e regalo un nostro disco  a un tipo del gruppo.
Decido sul momento di regalargli la versione di lusso.
Quella in legno.
Il tipo ringrazia, saluta e guarda all'orizzonte.
Io che sotto sotto speravo me ne desse uno suo in cambio, magari vecchio e bello, giro i tacchi e me ne vado dall'altra parte del locale, covando il desiderio che nessuno mi abbia visto compiere ciò che avevo appena compiuto.
Dopo il concerto trascorriamo una buona mezzora a distribuire alla gente che usciva, copie di un cd masterizzato per l'occasione su cui abbiamo messo 4 pezzi presi da 2 o 3 dei nostri dischi.. chissà che la cosa non torni utile in qualche maniera...
Vengo a scoprire, giorni dopo,  che alcuni dei ragazzi a cui ho dato i dischi suonano o hanno suonato in gruppi con cui abbiamo condiviso etichette, palchi e amicizie comuni..
Il mondo è piccolo. Quello dell'"indie" italico è microscopico.
Ritorniamo a Genova in nottata.
Una nebbia mai vista.
I genovesi non sanno nemmeno cosa sia la nebbia
Modalità guida sicura con occhi quasi chiusi per focalizzare al meglio.
Casa.
Lavoro.
Alle 15 finalmente la partenza per San Felice sul Panaro.
Arriviamo al locale verso le 19 dopo esserci regolarmente persi.
In realtà l'orgoglio gioca in questo senso un ruolo di prim'ordine.
MAI accendere il navigatore!
Un vero driver conosce la strada.
A prescindere da dove si vada e se ci si sia mai stati.
Ricordo che un paio di anni fa  accendemmo il tom tom in occasione di una data vicino Alba, assieme agli Airportman.
"Girate a destra", "girate "a sinistra", "dopo la salita girate a sinistra e proseguite sul sentiero". Il sentiero era in mezzo a un bosco; misurava in larghezza circa 78 centimetri. Non abbiamo mai saputo dove portasse. Il bosco peraltro sembrava quello di The blair witch project.  Da allora il navigatore non lo abbiamo più acceso.
Al locale troviamo Massimo, Daniele e gli Industria che fanno il sound check.
Facciamo il nostro.
Facciamo due chiacchiere
Ceniamo.
Tra le 3 o 4 cene migliori mai consumate in 12 anni di concerti.
Se la gioca alla  pari con quella del Sonar a Colle Val d'Elsa e con quella del Jaill a Legnano, che ricordiamo sempre con estrema devozione.
Pasta con polpo e grigliata di Carni miste. Patate per contorno.
Meraviglia.
Poi inizia la serata. Gli industria fanno il loro concerto sostenuti da uno zoccolo duro di fans.
Sono ragazzi in gamba gli industria.
Il nome mi fa sballare. "Industria".
Sono giovani ma non fanno le cose alla cazzo di cane.
Suonano.
Un po' di "mestiere", negli anni, li aiuterà.
Tocca a noi.
Set acustico.
Facciamo il nostro.
In piedi.
Personalmente mi trovo un po' a disagio in piedi in un set acustico, ma son problemi miei.
Un po' di mestiere, negli anni, mi aiuterà.
Post concerto a chiacchierare nell'attesa di raggiungere un giaciglio.
Lo raggiungiamo verso le 4 antimeridiane. Non pensavo esistessero più.
Al locale hanno trovato una soluzione incredibile per i gruppi da fuori:  una roulotte sul retro!
Entriamo, portiamo avanti ancora qualche gag di quelle che i gruppi conoscono bene.
Ogni band ha le sue.
Ogni band capisce solo le sue.
Quindi non le racconto.
Le nostre però sono le più fighe.
Sabato sveglia, colazione abbondante, spesa alla Coop in vista del lungo viaggio.
Partenza
Decidiamo di fermarci in una trattoria lungo la statale, a Casumaro.
Ricorderemo anche questa tappa.
Si riparte, ringalluzziti dalle tagliatelle al ragù.
Arriviamo a Castelfranco un po' in anticipo rispetto al previsto.
Approfittiamo per fare un giro in città.
Riuscire a fare due passi per la città in cui suoni spesso è impossibile, quindi tutte le volte che capita si approfitta per fare considerazioni intelligenti.
Nell'ordine abbiamo parlato di:
<< pittura, "pitture", oche (a tal proposito che ci sa dire quale sia il maschio dell'oca?), figa, cibo, dischi, Ultras del Giorgione (squadra di Castelfranco), stufe, petardi, piante, profumi, giuochi d'azzardo, sistemi di scarico delle toilettes, sampietrini, medioevo, canali, cavalli, pesci d'acqua dolce, patè d'oca, allergie>>.
Abbiamo visto la Pala del Giorgione (pittore di Castelfranco)
Poi un thé in un bar.
Poi al locale.
Suonare in Veneto è sempre bello.
Sembra un po' come essere a casa.
Check, chiacchiere, gags. Poi a mangiare lì vicino.
Nel frattempo ci raggiungono un po' di trevigiani, giunti a scaglioni.
Giunge notizia di compagini in avvicinamento da Maserada sul Piave, Padova, Galliera Veneta, Tombolo.
Il concerto ci piace molto.
Tanta gente.
Attenta.
Condizioni ideali.
Siamo davvero contenti.
Per l'occasione sfoggio un gilet di lana rosso.
Lo sfoggio in genere solo al lavoro o nei concerti importanti.
Porta fortuna.
Risaliamo ben due volte a suonare vecchie canzoni, richiamati dall'entusiasmo di alcuni  :)
Ovviamente la cosa ci fa tanto piacere.
Finito di suonare, giunge il momento di fare i tipi da spiaggia.
Finito di fare i tipi da spiaggia chiudiamo il locale e ci spostiamo verso Biancade frazione di Roncade, dove gentilmente siamo ospitati per la notte.
Pranziamo e ripartiamo per Genova.
Fa con noi il viaggio di ritorno pure la Stex che ha così modo di godere appieno della pungente ironia del terzetto.
Gag insuperabili.
Il guidatore insulta quelli che non tengono la destra.
Per tutta la durata del viaggio.
Anche quando non ci sono.
Dopo aver guidato piano nei rettilinei, il guidatore pensa bene di accelerare nell'ultimo tratto di strada prima di Genova, sulla A7.  La famosa "Camionale".
Tutti temono.
Ma alla fine arriviamo
Stanchi.
Felici.
Orgogliosi.

venerdì 9 dicembre 2011

partenza!

Partenza per il nord-est ore 15 e 30. In auto ci porteremo fra gli altri album: modest mouse - the moon and antarctica.
Siamo un poco emozionati.
ci vediamo su!

giovedì 1 dicembre 2011

Parlare di tour per un gruppo come gli en roco è faccenda complicata.
Ogni volta che mettiamo fuori un disco l'impegno in questo senso è massimo, ma spesso (ne converrà con noi chi porta avanti la nostra stessa passione, nelle nostre stesse condizioni) il mettersi in gioco non corrisponde ad un proporzionale ritorno in termini di concerti raccolti.
In senso assoluto chi organizza concerti in certi ambiti lavora su canali propri, con agenzie con cui magari collabora da anni, oppure sceglie in base a ciò che giustamente gli  conviene di più o che reputa interessante o migliore per la programmazione del locale che si trova a gestire. Organizzare, così come suonare, è una bella fatica che va ben oltre l'impegno della serata organizzata, specie per chi non organizza cose una volta ogni tanto ma cerca di dare un senso di continuità ad un progetto. Questa ragione assieme ad una serie di altre fa sì che i gruppi come gli en roco, che si muovono senza agenzia, affidandosi a sé stessi e all'aiuto degli amici,  si trovino a suonare in situazioni disparate e magari non tutte concentrate in uno stesso periodo.
Si potrebbe dire che gli en roco sono in tour da 10 anni se per "tour" intendessimo la possibilità e disponibilità da parte nostra di fare concerti.
Non abbiamo quasi mai rifiutato una data se gli impegni di tutti i giorni ci concedevano di non rifiutarla. Certamente non siamo mai riusciti a partire per un mese e dedicarci per quel mese solo ed esclusivamente alla musica.
Ci sarebbe piaciuto e ci piacerebbe ancora farlo.
Un giorno lo faremo, chissà..
Sarebbe motivo di gran soddisfazione poterci far belli (consapevoli della logica delle mezze verità) dicendo: "andiamo in tour".
Fortunatamente la passione è ancora forte e non abbiamo vincoli particolari che ci obblighino a concentrare tutto in un unico periodo.
La cosa ci piace anche così.
Dunque ora abbiamo un disco fuori.
Bene.
Andiamo in tour.

Saremo a San Felice sul Panaro venerdì 9 dicembre al Pasteggio a Livello con un set acustico per cui ringraziamo i ragazzi del locale e Giorgio di Three in one Gentleman suit.
Sabato 10 suoneremo a Castelfranco Veneto alla Tana del Lupo; anche qui set acustico.
grazie al nostro amico alberto.

In via di conferma altri appuntamenti di cui presto vi diremo

Nel frattempo siamo al lavoro  su progetti nuovi  che vedranno la luce nel giro di qualche mese.
Si parla di radio e teatro.
Si parla inoltre anche di nuovo vecchissimo materiale che potrebbe veder la luce molto presto.
Seguiteci.

Oggi sul Corriere Mercantile Francesco Casuscelli scrive di noi. Ringraziamo.
Condividiamo la pagina con Pino Scotto e Gian di Disco Club.
Tre Colossi.


mercoledì 30 novembre 2011

lunedì 28 novembre 2011

En Roco: stream esclusivo di “Né uomini né ragazzi”

In esclusiva per radionation, gli En Roco ci forniscono in anteprima il loro ultimo lavoro.
Nascono a Genova nel 2000, e nel 2001 il gruppo inizia a muovere i suoi primi passi pubblicando un EP di 6 brani uscito per lagenovese Marsiglia Records di Matteo Casari.
Nell’ ottobre 2003 il loro debutto discografico sulla lunga distanza “Prima di volare via” e poi nell’autunno del 2005 la band pubblica “Occhi chiusi”.
Il nuovo album s’intitola “Né uomini né ragazzi” uscito a novembre 2011 su Fosbury/Audioglobe. Il disco è stato registrato, mixato, masterizzato da Paolo Valenti al Loud music di Genova.

Titoli

1. Un significato
2. Carta
3. Siamo sempre stati solidi
4. In favore del vento
5. I giorni della lepre
6. Rompere il limite
7. Chi sei?
8. Un inverno per noi
9. In un pozzo di idee
10. Non dimentico
11. Bonjour tristèsse
12. Nell’acqua



Dalla nota stampa:
 
En Roco esordiscono nel nuovo album con la frase “Datevi un significato”, senza buttare né bambini -una poetica consolidata negli anni- né acqua pulita di chitarre nuove e circolari. Si ritrovano da subito tutti i caratteri della band genovese, dal lirismo accentuato a uno sguardo esterno sulle cose, passando per un ritmo incalzante però gentile: ma anche l’introduzione
di modalità sonore care ai Cure (Carta) e un’adulta maturità vocale da ascrivere a Enrico Bosio, autore che mette in primo piano la forza delle proprie costruzioni testuali con  caracollante forza morrisseyana. Storie private, impegnative magari, analitiche à la Perturbazione e sostanziose nei periodi articolati, intersecati, definitivi e ben poco ermetici: qualcosa d’altro rispetto al minimalismo grado zero di certa nuova canzone d’autore italiana, nella comune permanenza dello spirito pop arpeggiato, jingle-jangle (la brillante Un inverno per noi), comodo d’abiti e di finiture, profondamente italiano anche nel sentore di malinconia che resta spesso al fondo del bicchiere (Bonjour tristesse, in area Virginiana Miller). Chiude, non a caso, Nell’acqua: scritta e registrata prima e senza riferimenti all’alluvione genovese di Novembre, evoca involontariamente il ricordo della tragedia tutta femminile che ha colpito la città, poggiando su una elettricità ponderata che si appella al tempo e ai posteri. Chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando, per l’appunto. Gli ascoltatori fedeli del combo ligure riconosceranno i motivi per cui l’hanno amato e seguito fino ad ora, e si sorprenderanno per quelle che ai primi ascolti possono apparire variazioni (I giorni della lepre), i neofiti in avvicinamento scoprono alti e altri minuti in appoggio alla loro vita, una spiegazione complice e amica, suoni spensierati e lineari: a conti fatti un corpus delicato e lucido,
affettuoso ed intimo, mai banale e capace di parlare in prima persona plurale usando il singolare.

sabato 26 novembre 2011

Nuovo video

C’è un rapporto conflittuale che ci lega ai video musicali, per cui ci ripromettiamo di parlarvi in una trattazione separata del nuovo album dei liguri En Roco. Quest’oggi puntiamo il dito per mostrarvi (la luna) il loro nuovo video per il brano “Nell’acqua”.
Abbiamo chiesto a Valeria Cavagnetto che insieme a Teresa Rocco ha diretto il tutto, di raccontarci com’è nata l’idea:

Il video parte da un’idea del gruppo stesso, da noi poi liberamente interpretata. È stato un lavoro collettivo, elaborato da tante teste.
Il video è interamente girato a Genova con la partecipazione di Antonio Carletti e Il Gruppo di Teatro Campestre (Chiara Valdambrini, Elisabetta Granara e Luca Agricola).
La sceneggiatura è stata creata colletivamente e disegnata in uno story board d’autore da Emanuele Giacopetti mentre i costumi sono stati ideati e realizzati da Laura Degl’Innocenti e Chiara Cosmelli.