Nascono a Genova nel 2000, e nel 2001 il gruppo inizia a muovere i suoi primi passi pubblicando un EP di 6 brani uscito per lagenovese Marsiglia Records di Matteo Casari.
Nell’ ottobre 2003 il loro debutto discografico sulla lunga
distanza “Prima di volare via” e poi nell’autunno del 2005 la band
pubblica “Occhi chiusi”.
Il nuovo album s’intitola “Né uomini né ragazzi” uscito a novembre
2011 su Fosbury/Audioglobe. Il disco è stato registrato, mixato,
masterizzato da Paolo Valenti al Loud music di Genova.
Titoli
1. Un significato
2. Carta3. Siamo sempre stati solidi
4. In favore del vento
5. I giorni della lepre
6. Rompere il limite
7. Chi sei?
8. Un inverno per noi
9. In un pozzo di idee
10. Non dimentico
11. Bonjour tristèsse
12. Nell’acqua
Dalla nota stampa:
En Roco esordiscono nel nuovo album con la frase “Datevi un
significato”, senza buttare né bambini -una poetica consolidata negli
anni- né acqua pulita di chitarre nuove e circolari. Si ritrovano da
subito tutti i caratteri della band genovese, dal lirismo accentuato a
uno sguardo esterno sulle cose, passando per un ritmo incalzante però
gentile: ma anche l’introduzione
di modalità sonore care ai Cure (Carta) e un’adulta
maturità vocale da ascrivere a Enrico Bosio, autore che mette in primo
piano la forza delle proprie costruzioni testuali con caracollante
forza morrisseyana. Storie private, impegnative magari, analitiche à la
Perturbazione e sostanziose nei periodi articolati, intersecati,
definitivi e ben poco ermetici: qualcosa d’altro rispetto al minimalismo
grado zero di certa nuova canzone d’autore italiana, nella comune
permanenza dello spirito pop arpeggiato, jingle-jangle (la brillante Un inverno per noi),
comodo d’abiti e di finiture, profondamente italiano anche nel sentore
di malinconia che resta spesso al fondo del bicchiere (Bonjour tristesse, in area Virginiana Miller). Chiude, non a caso, Nell’acqua:
scritta e registrata prima e senza riferimenti all’alluvione genovese
di Novembre, evoca involontariamente il ricordo della tragedia tutta
femminile che ha colpito la città, poggiando su una elettricità
ponderata che si appella al tempo e ai posteri. Chi siamo, da dove
veniamo, dove stiamo andando, per l’appunto. Gli ascoltatori fedeli del
combo ligure riconosceranno i motivi per cui l’hanno amato e seguito
fino ad ora, e si sorprenderanno per quelle che ai primi ascolti possono
apparire variazioni (I giorni della lepre), i neofiti in
avvicinamento scoprono alti e altri minuti in appoggio alla loro vita,
una spiegazione complice e amica, suoni spensierati e lineari: a conti
fatti un corpus delicato e lucido,
affettuoso ed intimo, mai banale e capace di parlare in prima persona plurale usando il singolare.
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